DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO FALSO MITO? PAROLA ALLA S
DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO FALSO MITO? PAROLA ALLA S App Your Body -
Marco Angelini Personal Trainer

Probabilmente tu, come molte altre persone, nei mesi invernali ti sei lasciata un po’ andare: biscotti, dolci fatti in casa, cenette con gli amici davanti al camino…

… insomma le tentazioni sono state molte e diciamoci la verità: hai fatto bene! perché il cibo non deve essere visto solo come una valvola di sfogo o un nemico del quale aver paura ma anche come momento condivisione, un piacere per gli occhi e per la nostra mente.

Nonostante tutto però la regola che ognuno di noi dovrebbe sempre tenere bene a mente è: MODERAZIONE.
Gli eccessi in qualsiasi contesto della nostra vita non sono mai positivi e finiscono con il compromettere il nostro equilibrio psico fisico.

Ad ogni modo con l‘arrivo della bella stagione guardando la TV o semplicemente sfogliando una rivista di gossip potresti essere tentata dall’utilizzo di miracolosi macchinari che in solo 2 settimane promettono ADDOMINALI DA URLO!
Ma può una macchina che agisce in maniera specifica sui muscoli addominali determinare una perdita di grasso localizzato?
Alle televendite, riviste di settore, fa comodo farvi credere questo ma gli studi scientifici tuttavia suggeriscono altro.

La cosi detta “Spot Reduction” o dimagrimento localizzato è fondamentalmente una credenza popolare giustificata da un semplice ragionamento molto comune nelle palestre: se lavoro come un pazzo sugli addominali e li sento bruciare sicuramente sto intaccando il grasso!

Un interessante studio condotto dall’ università della California ha analizzato nello specifico dei giocatori di tennis a livello professionistico.
Notoriamente il tennista sottopone il braccio destro o sinistro ad un notevole carico di lavoro per anni.
Di conseguenza se la “spot reduction” fosse un concetto valido ci si aspetterebbe di rilevare nel braccio dominante del giocatore un livello di grasso sottocutaneo inferiore rispetto al braccio meno utilizzato.
Quando i ricercatori hanno misurato la plica sottocutanea non hanno rilevato nessuna differenza statisticamente significativa tra braccio destro e sinistro.

Nel 2007 è stato condotto presso l’università del Connecticut uno studio su 140 partecipanti ai quali era stato somministrato un programma di allenamento con i pesi di 12 settimane nel quale è stato effettuato un monitoraggio specifico sia dell’arto dominante che di quello meno utilizzato.
Anche in questo caso i risultati dello studio hanno evidenziato un dimagrimento generalizzato e non specifico nell’arto più forte ed ipertrofico.

La risposta è semplice e risiede nella fisiologia del nostro corpo:
All’interno del nostro organismo i trigliceridi rappresentano i principali componenti del tessuto adiposo (funzione energetica di riserva), nel quale vengono accumulati all’interno di cellule, dette adipociti (circa l’87% dell’adipe è costituito da grasso vero).
Le cellule muscolari però non possono utilizzare direttamente i trigliceridi come combustibile perciò attraverso un processo metabolico chiamato lipolisi avviene una scissione dei trigliceridi e la successiva liberazione di acidi grassi liberi (FFA) e glicerolo nel flusso sanguigno.
E’ chiaro dunque che il grasso utilizzato come carburante durante l’esercizio fisico prolungato può provenire da qualsiasi parte del corpo e non solo nell’area specifica che stiamo stimolando.

La maggior parte degli esercizi associati ad un ipotetico dimagrimento localizzato in realtà non determinando un grande dispendio energetico e se questo non è sufficientemente elevato difficilmente riusciremo a togliere di mezzo quelle fastidiose maniglie dell’amore. (tenete a mente che un 1 kg di grasso equivale a 3500 k calorie).

In realtà avete maggiori probabilità di riuscire nel vostro obbiettivo iniziando un programma di running, piuttosto che fare centinaia di crunch e sit up ogni giorno, semplicemente perché l’esercizio cardiovascolare determina un dispendio energetico decisamente superiore rispetto ai classici esercizietti per gli addominali.

 

L’ INTERVAL TRAINING (alternando brevi periodi di alta e bassa intensità) e l’allenamento con i pesi risultano particolarmente efficaci a questo scopo soprattutto in virtù di un fenomeno chiamato EPOC.
La sigla EPOC (excess post exercise oxygen consuption) indica la differenza tra il volume di ossigeno consumato all’inizio del lavoro e il volume di ossigeno consumato in un tempo uguale ma allo stato stazionario .
L’EPOC è direttamente proporzionale all’intensità e alla durata dell’esercizio. Più aumentano intensità e durata e più a lungo il livello metabolico rimane a valori superiori rispetto al suo livello basale.

In poche parole la nostra attività metabolica rimane elevata per molte ore dopo l’allenamento determinando un dispendio energetico ed un utilizzo del grasso corporeo superiore rispetto ai classici esercizi per gli addominali fini a se stessi.

La dieta ovviamente ricopre un ruolo fondamentale in quanto se con i vostri allenamenti consumate ad esempio 500 calorie e a tavola ne reintroducete 500 in più rispetto al reale fabbisogno sarà impossibile intaccare le vostre riserve adipose.

“Alimentazione bilanciata, allenamento cardiovascolare, allenamento con i pesi”
I tre capi saldi della vostra salute!